Sommario
Politica di marketing etico di Partoo
Ultimo aggiornamento: luglio 2026
Make Things Right è la visione di Partoo da sempre: prendere decisioni che abbiano un impatto positivo sulla società, sull’ambiente e sui collaboratori. La nostra certificazione B Corp ne è il riconoscimento a livello aziendale.
Questa politica si declina anche nel nostro modo di fare marketing. Ciò che Make Things Right richiede all’azienda, si riflette anche nel modo in cui comunichiamo: le nostre campagne, i nostri contenuti, il nostro brand. Precisa gli impegni che prendiamo e le domande che ci poniamo prima di pubblicare.
Onestà e trasparenza
La fiducia è quello che ci lega ai nostri clienti, a chi usa i nostri prodotti e a chi legge i nostri contenuti. Si costruisce nel tempo, con quello che diciamo e che mostriamo.
È ancora più importante per un’azienda come la nostra, che aiuta le organizzazioni a costruire questa stessa fiducia con i propri clienti. È naturale, quindi, pretendere lo stesso standard internamente.
I nostri riflessi prima della pubblicazione
Prima di pubblicare una campagna o un contenuto, ci poniamo sistematicamente le seguenti domande:
- Stiamo comunicando il valore reale del prodotto, senza esagerazioni e senza trarre in errore?
- Le parole che usiamo descrivono onestamente le funzionalità e i vantaggi, senza forzare la realtà a nostro favore?
- Se citiamo un cliente, un partner o un collaboratore (testimonianza, recensione, case study), la citazione riflette fedelmente ciò che è stato detto?
- I dati e gli esempi scelti per illustrare un beneficio o un impatto sono esatti, e non semplicemente i più lusinghieri disponibili?
- C’è una pressione, interna o commerciale, a comunicare qualcosa che sappiamo non essere esatto? In questo caso diciamo di no, anche se significa rivedere o abbandonare il progetto.
Non esagerare sui nostri prodotti
Non esageriamo su quello che Partoo permette di fare. Un vantaggio che annunciamo deve poter essere verificato da chi non lavora in Partoo. Il dato o il risultato che mettiamo in evidenza deve rappresentare il caso generale: non il miglior risultato ottenuto da un cliente, presentato come se fosse la norma. E deve sempre precisare a cosa si applica – una funzionalità, un mercato, un contesto d’uso specifico – piuttosto che restare una promessa generica.
Contenuti sponsorizzati e partnership
Questa esigenza di trasparenza vale anche per la natura del contenuto che condividiamo. Ogni contenuto sponsorizzato, o realizzato nell’ambito di una partnership, viene segnalato come tale, in modo chiaro e visibile per chi lo legge.
Contro l’impact washing
Rifiutiamo l’impact washing: gonfiare il proprio impatto positivo per un vantaggio di marketing, o usare una comunicazione compiacente per nascondere una realtà meno lusinghiera. Questo tipo di distorsione rischia di ingannare chi si fida di noi, soprattutto su tutto ciò che riguarda la nostra politica CSR e la nostra certificazione B Corp.
Ogni affermazione sul nostro impatto ambientale o sociale, o sulla sostenibilità delle nostre pratiche, si basa su fatti verificabili e dati oggettivi – mai su una formulazione che lasci intendere più di quanto dimostri. Nelle nostre comunicazioni di marketing rispettiamo le normative applicabili alle dichiarazioni ambientali e di sostenibilità.
Un contenuto di valore
I nostri lettori sono il nostro pubblico numero uno – non i motori di ricerca, non i modelli di IA, non gli algoritmi che classificano i contenuti. Un articolo, una pagina o una campagna esistono per informare e accompagnare, non per manipolare. Questa priorità guida ogni decisione sui contenuti, prima di qualsiasi considerazione di forma.
Per questo la creazione di contenuti resta un lavoro umano. Un LLM può aiutarci a strutturare un’idea o velocizzare una prima versione, ma il giudizio su cosa valga la pena dire – e come dirlo – resta nostro.
Chiarezza e leggibilità
Chiunque deve poter leggere un contenuto Partoo e capirne il significato. Questo vuol dire formulare frasi chiare, strutturate in maniera comprensibile, con un vocabolario adatto all’argomento – ma anche al lettore – senza mai sacrificare qualità e completezza. La leggibilità viene prima dell’effetto di stile: un contenuto deve essere comprensibile prima di essere elegante.
Accessibilità digitale
L’accesso all’informazione è alla base della nostra missione, e ha valore solo se è reale per tutti – incluse le persone con disabilità. Ad aprile 2026, la nostra dichiarazione di accessibilità valuta il nostro sito al 60% accessibile secondo lo standard RAWeb. Non è un risultato da esibire, ma un punto di partenza: continuiamo a lavorare per migliorare questo aspetto.
Localizzazione
Ci rivolgiamo a mercati diversi, quindi i nostri contenuti devono esistere nelle rispettive lingue: francese, inglese, spagnolo, italiano, portoghese, e altre, in base ai paesi in cui operiamo.
Ma tradurre non basta. Per questo ci impegniamo a localizzare davvero i nostri contenuti, in modo che rispecchino gli usi, la cultura e i codici di ciascun mercato, non che restino semplicemente una versione tradotta del contenuto francese.
Argomenti sensibili
Sui temi che toccano l’identità o le esperienze vissute – un discorso sulla disabilità, una comunicazione su una politica ambientale, per esempio – coinvolgiamo persone competenti già in fase di creazione. Le nostre comunicazioni di marketing si basano raramente su immagini di persone reali; quando capita, applichiamo la stessa attenzione per garantire una rappresentazione rispettosa e inclusiva.
Un posizionamento onesto (SEO e GEO)
Il posizionamento non è mai l’obiettivo finale: viene dopo il lettore, non prima. Se una parola chiave rischia di forzare una frase o una struttura, la scartiamo a favore della chiarezza. È una convinzione editoriale prima ancora che una strategia SEO. Nel tempo, un contenuto che risponde davvero a una domanda si posiziona meglio di uno ottimizzato, solo per ingannare un algoritmo.
Cosa non facciamo
- Non compriamo link, e non li generiamo artificialmente
- Non nascondiamo contenuti o link destinati esclusivamente ai robot di indicizzazione
- La nostra notorietà si costruisce sulla qualità dei contenuti e su partnership reali, mai sulla manipolazione
E per il GEO (Generative Engine Optimization)
La stessa esigenza vale anche per i motori di risposta basati sull’IA. Non cerchiamo di manipolare artificialmente il modo in cui un modello ci cita o ci consiglia, così come non lo faremmo con un motore di ricerca tradizionale. La visibilità si costruisce su contenuti davvero utili, non su segnali creati apposta per ingannare un sistema automatizzato.
Un’IA che ci serve, senza sostituirci
Partoo segue una politica interna che regola l’uso dell’intelligenza artificiale nelle nostre pratiche di marketing e nella comunicazione del marchio. Il principio è semplice: l’IA ci aiuta ad andare più veloci, non decide al nostro posto cosa vale la pena dire.
Cosa l’IA non sostituisce
Un LLM produce, per definizione, un riassunto di quello che esiste già su internet. Il nostro valore risiede anche in quello che non è reperibile online: i nostri dati, l’esperienza dei team, il rapporto con i clienti, che non si esprime altrove. L’IA può accelerare la formulazione di un discorso o la prima versione di una presentazione, non potrà certo sostituire il rapporto di fiducia col cliente.
La responsabilità resta umana
Ogni contenuto pubblicato resta sotto la responsabilità di chi lo pubblica, indipendentemente dal ruolo che uno strumento di IA possa aver avuto nella sua produzione. Questa responsabilità non si delega mai allo strumento.
Una politica di marketing etico viva
Le pratiche di marketing evolvono – così come gli strumenti, gli usi, le aspettative del nostro pubblico. Questa politica non è scritta nella pietra: la rivediamo puntualmente, man mano che le nostre pratiche si sviluppano o che il quadro normativo cambia.
Una domanda o un feedback sulla nostra comunicazione? Scrivici a contact@partoo.fr