Aggregatori e fornitori: cosa cambia con il nuovo layout di Google

Google changes due to dma

L’8 settembre 2026 Google ha aggiornato il layout della pagina dei risultati nei paesi europei, per adeguarsi alle disposizioni del Digital Markets Act (DMA). Cosa cambia concretamente per le ricerche locali e per le reti di punti vendita? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cosa ha cambiato Google dall’8 settembre 2026

Nella pagina dei risultati Google degli utenti europei sono comparsi due nuovi blocchi: un riquadro riservato ai siti di comparazione e alle directory (l’unità di aggregatori) e un secondo dedicato alle aziende che vendono direttamente i propri servizi (l’unità di fornitori), solo se in presenza del primo blocco.

example of an aggregation unit on google
Unità di aggregatori
Example of a supplier unit on Google
Unità di fornitori

Per il momento, questo nuovo sistema sembra applicarsi a quattro tipi di ricerca:

  • hotel,
  • voli,
  • treni e autobus a lunga percorrenza,
  • prodotti.

Concretamente, per una query come “hotel nelle vicinanze”, appare, ora, in cima ai risultati, un comparatore (Google Travel, Booking, Expedia…), con foto, prezzi e recensioni. Più in basso, invece, l’unità di fornitori dà visibilità ai siti delle aziende che vendono direttamente i propri servizi, ad esempio al sito di un singolo hotel, anziché di un comparatore. Questa schermata appare, però, solo in presenza dell’unità di aggregatori.

unità di fornitori e aggregatori
Nuova visualizzazione delle SERP

Anche se al momento le ricerche di attività locali non sembrano essere coinvolte, è possibile che questa nuova visualizzazione venga progressivamente estesa ad altre categorie di ricerca. Attualmente, la modifica dell’8 settembre si applica a 30 mercati (Unione europea, Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

Come potevamo immaginare, Google ha contestato duramente i nuovi requisiti del DMA. A tal proposito, Nick Fox, Senior Vice President della divisione Knowledge & Information di Google, ritiene che queste modifiche “favoriscano gli intermediari online a scapito delle attività locali ed eliminino funzionalità utili nella vita quotidiana”. Una reazione giustificata dal contesto normativo all’origine di questa evoluzione.

Il DMA e la ricerca locale: un tema sotto osservazione dal 2024

Questa novità si inserisce in un percorso di provvedimenti normativi già in corso da tempo. Quello che il DMA mira a limitare è il potere di mercato delle più grandi piattaforme digitali (i cosiddetti “gatekeeper”: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft), impedendo loro di favorire i propri servizi, a scapito dei concorrenti.

È nell’ambito di queste decisioni che, il 23 luglio 2026, la Commissione europea infligge a Google una multa di 460 milioni di euro, per aver favorito i propri risultati nelle categorie shopping, hotel, trasporti e sport. 

Nell’arco di 60 giorni, Google si deve adeguare, pena sanzioni fino al 5% del suo fatturato. La modifica dell’8 settembre rappresenta, quindi, la risposta a questa scadenza.

Vuoi saperne di più sul DMA?

Partoo ha già parlato di questi episodi nel 2024, con la comparsa della sezione “siti di luoghi” sopra il tradizionale Local Pack. Consulta il nostro articolo sull’impatto del DMA sulla SEO locale, per approfondirne le evoluzioni e la portata.

Partoo ha già parlato di questi episodi nel 2024, con la comparsa della sezione “siti di luoghi” sopra il tradizionale Local Pack. Consulta il nostro articolo sull’impatto del DMA sulla SEO locale, per approfondirne le evoluzioni e la portata.

Qual è l’impatto sulla ricerca locale nel 2026?

La nostra conclusione rimane la stessa del 2024: è importante seguire da vicino queste evoluzioni, senza però sovrainterpretarle. Ad oggi, il sistema introdotto l’8 settembre non sembra avere un impatto concreto né sulle ricerche di attività locali, né su Google Maps, che, da solo, concentra la metà delle ricerche locali.

Tuttavia, anche se Google Business Profile (ex Google My Business) rimane una fonte di informazioni fondamentale per la visibilità locale, oggi è più che mai necessario diffondere dati locali completi, strutturati, affidabili e aggiornati su più piattaforme. Se la logica di questo nuovo sistema dovesse estendersi anche alla ricerca locale, una presenza online strutturata e distribuita su più canali ti permetterà di affrontare meglio questa evoluzione delle SERP.

Informazioni diffuse su più piattaforme per apparire nelle unità di aggregazione

Nella relativa documentazione sul tema, Google indica chiaramente cosa fa sì che un’azienda compaia nell’unità di aggregatori: la ricchezza e l’aggiornamento dei dati. In particolare:

  • schede arricchite (attributi, punteggi e recensioni, foto, descrizioni dettagliate, categorie precise anziché generiche, orari, servizi offerti);
  • titoli descrittivi, senza maiuscole né riferimenti promozionali;
  • immagini di qualità, senza filigrane né banner pubblicitari;
  • prezzi e disponibilità aggiornati e coerenti con la pagina di destinazione.

In altre parole, Google richiede lo stesso standard per ogni nuovo formato: dati strutturati, completi e continuamente sincronizzati, diffusi sui canali da cui l’algoritmo li può recuperare.

È proprio qui che entra in gioco la diffusione dei dati su più piattaforme, anziché la semplice ottimizzazione della scheda Google: più un dato è coerente e aggiornato su tutti i canali che lo alimentano, più sarà in grado di resistere ai cambiamenti nella visualizzazione della SERP, qualunque essi siano.

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Posizionarsi come fornitore diretto grazie allo Store Locator

L’unità dei fornitori, visualizzata accanto all’unità di aggregazione, è esplicitamente aperta ai “proprietari di attività fisiche”. Google la descrive come uno spazio pensato per i fornitori diretti, proprio come i singoli hotel o le compagnie aeree.

È qui che lo Store Locator assume un alto valore: in quanto pagina web “crawlable” e strutturata, rappresenta proprio il punto di accesso che Google può esplorare per identificare ogni punto vendita come fornitore diretto.

Per una rete con più punti vendita, disporre di uno Store Locator completo, aggiornato e ben strutturato non è quindi più soltanto una questione di linking interno o di esperienza utente: è anche un modo per posizionarsi in modo favorevole nei risultati di ricerca, qualora la logica del DMA venisse estesa oltre il settore alberghiero, dei trasporti e dei prodotti.

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